Sanzioni disciplinari sul lavoro

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I provvedimenti disciplinari sul lavoro rappresentano gli atti e procedimenti che l’azienda può eseguire nei confronti dei propri dipendenti che mostrino comportamenti non coerenti con le regole aziendali.

Le procedure attraverso le quali il datore di lavoro può esercitare il proprio potere disciplinare sono previste all’art. 7 dello Statuto dei lavoratori (l. n. 300/1970).

Le contestazioni devono sempre avvenire in forma scritta, rispettando alcuni passaggi:

  • Contestazione, cioè la comunicazione al dipendente dell’infrazione compiuta
  • Difesa, cioè il diritto del dipendente, entro 5 giorni dalla ricezione della contestazione, a difendersi in forma orale o scritta
  • Inflizione della sanzione, ovvero la comunicazione del tipo di sanzione disciplinare decisa dall’azienda
  • Impugnazione del provvedimento, cioè l’opposizione del dipendente alla sanzione imposta dall’azienda, entro 20 giorni dall’inizio della sanzione
In base alla gravità del comportamento del dipendente, l’azienda tutela i propri diritti applicando sanzioni disciplinari.

I provvedimenti che possono essere intrapresi dall’azienda, vanno dalla semplice lettera di richiamo fino alla massima sanzione rappresentata dal licenziamento disciplinare, in caso di infrazione grave.

Le principali tipologie di sanzione sono le seguenti:

  • Ammonizione scritta (lettera di richiamo)
  • Multa, con trattenuta in busta paga dell'importo corrispondente ad un massimo di 4 ore di retribuzione base
  • Sospensione, con interruzione della retribuzione per l'intera durata (fino ad una massimo di 10 giorni)
  • Trasferimento, se previsto dal CCNL, l’azienda può disporre della facoltà di decidere di trasferire il dipendente in altra sede dell’azienda stessa.
  • La gravità dell’atto compiuto dal dipendente può infine spingere l’azienda all’applicazione della sanzione maggiormente rilevante per esso: il licenziamento disciplinare.